Sistemi museali e circuiti di visita cittadini

Ricetto medievale di Candelo

Nel 988 compare per la prima volta il nome di Candelo in un documento. Il nome è legato alle sue origini liguri-celtiche: da “Candt”, roccia, ed “Elu”, suffisso indicante acque correnti, in riferimento all'altura nei pressi di un corso d’acqua, il torrente Cervo.
Il Ricetto di Candelo è una struttura fortificata basso-medievale (XIII-XIV sec.) realizzata dalla comunità contadina locale. Il termine Ricetto deriva dal latino “receptum” ricovero, rifugio: doveva fornire protezione alle cose più preziose della comunità, i prodotti della terra. Solo in casi estremi di pericolo, e per breve tempo, anche la popolazione vi si rifugiava.
Il ricetto è a pianta pseudo-pentagonale, occupa una superficie di circa 13.000 mq ed è cinto da mura difensive costruite con ciottoli di torrente a "spina di pesce" (opus spicatum); agli angoli garantivano la difesa quattro torri rotonde e, a metà del lato nord, una torre quadra da cortina.
Dal 1374 al 1517 il paese passa sotto il controllo di varie famiglie tra cui i Savoia, i Fontana, ed infine i Ferrero-Fieschi, all'epoca conti di Masserano. Tra gli esponenti di questa famiglia, merita di essere citato Sebastiano Ferrero, nato a Biella nel 1438 e feudatario del luogo dal 1496, oltre che consigliere di Stato e tesoriere generale del Ducato di Savoia e di quello di Milano. Fu anche un uomo di cultura ed un mecenate: fece costruire la Basilica e il convento di San Sebastiano a Biella, indirizzandone il gusto verso il Rinascimento. A Sebastiano successe il nipote Filiberto, la cui adozione da parte di Ludovico Fieschi conte di Masserano diede inizio alla dinastia dei Ferrero-Fieschi, che ne restò in possesso fino alla sua estinzione, nel 1833.
Il segreto delle splendide condizioni di conservazione del monumento consiste nell'uso contadino che se n'è fatto fino a tempi molto recenti ed in parte ancora oggi.
Dal 2002 il ricetto fa parte del Club dei Borghi più belli d'Italia certificato dall'ANCI, e dal 2007 Candelo è Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Caratteristiche della visita

Punto d'accesso al ricetto è la massiccia torre-porta, in mattoni, con decori e merlature, che in origine aveva ben due ponti levatoi. Nella piazzetta ha sede la Sala Cerimonie, sede di mostre e manifestazioni e la “casa del principe”, l’abitazione di Sebastiano Ferrero, che fece realizzare questa dimora alla fine del Quattrocento. 
Le case, prive di fondamenta, sono costruite da vani unici sovrapposti. Il vano a pianoterra (caneva) è una cantina con pavimento in terra battuta, destinata al vino e alle varie operazioni connesse. Il vano al piano superiore (solarium) è un ambiente particolarmente secco ed asciutto, ideale per la conservazione delle granaglie.
Nel 1816 l’architetto Nicola Martiniano Tarino ebbe l’incarico di progettare la casa comunale, ispirandosi ai canoni dell’architettura neoclassica.
Le vie del ricetto si chiamano rue, alla francese, sono pavimentate a ciotoloni inclinati verso la mezzaria, hanno una pendenza da sud a nord per permettere il deflusso delle acque piovane verso la Torre di cortina. Ogni isolato è diviso in lunghezza da strettissime riane o rittane o chintane di circa 70 cm, necessarie per evitare la propagazione degli incendi. Da notare, in questi vicoli strettissimi, i grossi blocchi di pietra sporgenti dalle pareti che facevano da sostegno alle latrine.
Il camminamento di ronda interno, oggi non più integro, detto “via di lizza”, e la torre osservatorio permettono di godere di un panorama sulla Baraggia, sulle montagne biellesi e sulla Serra.
All'interno del ricetto, alcuni edifici sono stati musealizzati, creando l'Ecomuseo candelese, un laboratorio tecnico-scientifico di testimonianze storiche e biodiversità, custode del patrimonio storico-naturale di Candelo. Al ricetto ha inoltre sede il Centro Documentazione Ricetti del Piemonte.

Curiosità

Curiosità
Un edificio reca l’insegna sbiadita con la scritta “Cinema-Teatro”. Queste realtà di spettacolo erano numerose a Candelo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, basti pensare che al primo piano del Palazzo del Principe era stato realizzato il più antico teatro del borgo, il Teatro Squillario, con i backstage nella torre. Parlando di cinema, in tempi più recenti, il ricetto ha fatto da sfondo a fiction televisive come La Freccia Nera, I Promessi Sposi, Dracula etc.

Monumenti
Chiesa di San Lorenzo, seicentesca; chiesa di San Pietro, seicentesca; oratorio di SS. Grato e Giacomo, seicentesco.

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2019
Aperto tutto l'anno.

L'Ufficio Informazioni Turistiche è aperto tutti i giorni, con orario 9.30-12.30, 15.00-18.00.

Visita libera, visite guidate su prenotazione, attività didattiche per scuole e gruppi su prenotazione.

L'entrata al borgo è gratuita, in occasione di eventi e manifestazioni può esserci un biglietto specifico.

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