Castelli

Castello Falletti di Barolo - WIMU Wine Museum

L’etimologia del nome Barolo deriva probabilmente dal celtico “bas reul”, cioè luogo basso, data la conformazione geografica del territorio, poiché il paese si sviluppa su un altipiano circondato da colline.
Le prime notizie di una fortificazione verso la valle Talloria risalgono al X secolo, con la concessione di re Berengario I di costruire una difesa contro gli attacchi degli Ungari prima, e dei Saraceni poi. Tracce di quest’epoca sono ancora individuabili nella struttura del mastio e nella parte bassa della torre orientale del castello.
Atti duecenteschi testimoniano la cessione del castello al comune di Alba: la proprietà viene rilevata poi dalla famiglia Falletti. Esponenti della nascente borghesia e banchieri, i Falletti segnano le sorti di Barolo per alcuni secoli grazie ad una grande disponibilità economica che consente loro, negli anni intorno al 1300, di controllare circa cinquanta feudi piemontesi. Come testimoniato già nel 1325, nel corso degli anni compiono importanti lavori di ristrutturazione, ad esempio la trentina di abitazioni presenti intorno al castello secondo il catasto del 1524 gradualmente lascerà spazio alle nuove pertinenze della residenza. Gravemente danneggiato dai saccheggi conseguenti alle guerre del XVI secolo, il castello viene ricostruito con importanti modifiche da Giacomo e Manfredo Falletti, conservando il nuovo volto fino alla morte di Juliette (Giulia) Colbert, ultima marchesa.
Già eretto a Contea nei primi anni del Seicento, Barolo diviene Marchesato nel 1730: il primo Marchese è Gerolamo Falletti, uomo di grandi abilità militari che nel 1731 ottiene il titolo di vicerè di Sardegna. Nell’Ottocento il castello diventa residenza di campagna dei Marchesi Carlo Tancredi Falletti e della moglie Giulia Colbert. Tra gli abituali ospiti a Barolo vi è lo scrittore e patriota Silvio Pellico, amico e consigliere della marchesa, nonché responsabile della biblioteca di famiglia.
Rispettando le ultime volontà della marchesa Giulia, alla sua morte nel 1864 viene istituita l’Opera Pia Barolo, un ente morale incaricato di amministrare le fortune di famiglia, e il castello diventa un collegio e istituto scolastico che, tra il 1875 e il 1958, ha visto sedere sui propri banchi buona parte degli abitanti di Barolo e dei paesi vicini.
Nel 1970, dopo un periodo di abbandono, il castello viene acquistato dal Comune di Barolo con una sottoscrizione cui contribuiscono generosamente cittadini, aziende locali ed ex-allievi del Collegio. Da questo momento si susseguono lavori di risanamento e restauro sostenuti dal Comune, dalla Provincia di Cuneo e dalla Regione Piemonte.
Nel 1982 l'Enoteca Comunale, fondata undici anni prima, ottiene lo status di Enoteca Regionale per rappresentare nelle cantine marchionali del castello tutti gli 11 comuni della zona d'origine del vino Barolo.
Proseguendo la linea di valorizzazione dello storico edificio prende forma nel 2003 il progetto del Museo del Vino, inaugurato a settembre 2010 come WiMu. La produzione del vino, e il territorio di cui questo vino è frutto, rappresentano un potente fattore di identità culturale di quest'area, ed il luogo migliore per raccontarne la storia, le tradizioni e l'economia di un prodotto – il vino – è apparso proprio quel paese e quel Castello che porta il nome di uno dei più famosi, in tutto il mondo. Il Museo inoltre mantiene vivo l’immobile storico, di grande pregio artistico e strettamente legato alla comunità locale, di cui costituisce il centro visivo ed identitario.

Caratteristiche della visita

Il Castello ospita il Wine Museum: un viaggio di cultura e tradizione del vino, attraverso storia, arte, cinema, musica, letteratura e cucina. Il percorso, che parte dall’alta terrazza panoramica e scende fino alla profondità delle cantine, è stato allestito dall’architetto François Confino ed intende risvegliare i sensi del visitatore ma vuole anche renderlo partecipe della scoperta del mondo del vino, grazie ad installazioni interattive e multimediali.

La collezione internazionale di etichette da vino d’uva Fondo Cesare e Maria Baroni Urbani è stata costituita dal Prof. Cesare Baroni Urbani, entomologo e professore dell'Università di Basilea, e dalla moglie Maria De Andrade in vent’anni di attento e paziente lavoro. Conta circa 282.000 esemplari, singoli, diversi e autentici, che datano dalla fine del Settecento ai giorni nostri e rappresentano tutti i Paesi produttori di vino riconosciuti dall’ONU, tranne l’Iraq.
Nell’ottobre 2012 l’ha donata al Comune di Barolo destinandola al WiMu - Museo del Vino a Barolo, individuato quale realtà in grado di continuare ad accrescerla e a valorizzarla, consentendone al contempo la fruizione da parte di un ampio pubblico.
La concezione espositiva e l'allestimento del WiMu al Castello Falletti di Barolo sono firmati da François Confino, uno fra i più apprezzati specialisti al mondo in allestimenti museali. Nato a Ginevra nel 1945, Confino si laurea in architettura nel 1970. Lavora a New York dal 1971 al 1976, dove insegna alla Columbia University. Nel 1977 torna a Parigi per allestire "Archeologia della Città", mostra inaugurale del Centre Pompidou. Lavora ad un enorme numero di progetti integrandoli con l'utilizzo pionieristico di mezzi multimediali. In Piemonte, a Torino, nel 2000 inaugura, alla Mole Antonelliana, il Museo Nazionale del Cinema e nel 2011 lavora al riallestimento del Museo Nazionale dell'Automobile.

Curiosità

Monumenti cittadini: Parrocchiale di S.Donato; castello della Volta di Barolo; Museo dei Cavatappi;

Nei dintorni:
Alba, Bra, Cherasco, Dogliani; Castello di Serralunga d’Alba (aderente a Castelli Aperti); Castello di Roddi (aderente a Castelli Aperti); Castello di Castiglione Falletto; i castelli del Roero; cantine vinicole.

Prodotti tipici:
Vini: Barolo DOCG, Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba; tartufo Bianco d’Alba; nocciole; formaggi.

Sport: trekking sui sentieri a piedi e in bicicletta; area di sosta attrezzata per autocaravan; campi da golf a pochi km; mototurismo.

Servizi

La struttura può essere affittata per eventi privati e matrimoni.

Attività didattiche per scuole e visite tematiche per gruppi.

Informazioni aggiuntive

Accessibile ai visitatori con disabilità.

Ingresso consentito agli animali.

Indietro

2019
16 marzo - 17 novembre: 10.30-19.00;
18 novembre - 8 dicembre: 10.30-18.00;
26 dicembre - 6 gennaio 2020: 10.30-18.00;
ultimo ingresso un'ora prima della chiusura.

Aperto su prenotazione per gruppi (min. 20 persone).

Visite libere, guidate in orari prestabiliti o su prenotazione (con sovrapprezzo) o con audioguide (3 € in italiano, francese, inglese, tedesco).

Si possono prenotare inoltre visite abbinate alle degustazioni.

Visite guidate in inglese, francese, tedesco e spagnolo su prenotazione.

Intero 8 €; ridotto (over 65) 6 €; gruppi (min. 12 persone), Io Studio, +Eventi Card 5 €; ridotto (6-14 anni) 3 €; gratuito fino a 5 anni, visitatori con disabilità ed accompagnatori, Abbonamento Musei Torino Piemonte.

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