Castelli, ville e giardini di Liguria

Castello di Lerici

Il castello di Lerici è una fortificazione a base poligonale che si erge in posizione dominante su un promontorio roccioso. Il castello fu costruito a partire dal 1152, quando Genova acquistò Lerici, e subì numerose trasformazioni ad opera delle repubbliche marinare di Genova e Pisa che se ne contendevano la proprietà a causa della sua posizione strategica nel Golfo dei Poeti.
Nel Trecento Lerici fu teatro di scontri tra Guelfi e Ghibellini e, per ben due volte, nel 1320 e nel 1326, il borgofu dato alle fiamme, ma il castello non fu mai espugnato. In questo periodo il castello iniziò ad essere utilizzato come prigione per i nemici della Repubblica genovese.
Nel corso del XVI secolo il castello perse pian piano la sua importanza strategica e difensiva. Lerici si espanse anche al di fuori delle strette mura del borgo diventando una cittadina portuale con una fiorente economia, fino al Settecento quando divenne una città turistica tra le più importanti.
Il castello di Lerici è considerato uno degli esempi più significativi di tutta la Liguria: l'aspetto attuale deriva da una sovrapposizione di interventi che si sono combinati in modo armonioso. L'edificio si integra perfettamente con l'altura su cui è collocato, quasi fosse un naturale prolungamento della roccia.
Durante la fase pisana (1241-1256) furono iniziati i lavori di costruzione per l'innalzamento della torre e della cinta muraria. La struttura a base poligonale del castello fa pensare che i Pisani non abbiano costruito partendo dalle fondamenta, bensì si siano inseriti sulla costruzione preesistente del mastio: questo dubbio è avvalorato dal fatto che era usanza lunense, e non dell'edilizia pisana, costruire edifici con pianta poligonale. Da ricondurre ai Pisani è anche l'ideazione e l'inizio della costruzione della cappella dedicata a Santa Anastasia che fu poi terminata sotto il dominio dei Genovesi dopo il 1256, data in cui Lerici venne riconquistata. Da quell'anno in poi vennero iniziati lavori di ristrutturazione al castello che, durante l'assedio, aveva subito notevoli danni. Venne inoltre rafforzata la torre maestra ed il borgo venne cinto da una cerchia di mura bastionate.
La terza fase, iniziata nel 1555, porta a compimento la costruzione del castello con l'incamiciatura voluta dall'Offizio di San Giorgio, che donò al castello l'aspetto attuale.

Caratteristiche della visita

Dal vano di ingresso, salendo una rampa di scale, si arriva al primo piano dove uno dei locali di maggior prestigio storico-architettonico è la cappella di Santa Anastasia che, con le sue volte a crociera ben conservate e la tipica decorazione in pietra nera e marmo bianco, è caratteristica dello stile gotico del XIII secolo.
L'epigrafe che si trova sull'architrave della cappella d'ingresso, apposta nel 1555 a memento della vittoria genovese del 1256, recita: "L'anno milledugentocinquantasei Genova, combattendo, mi ritolse. Cinse poscia i fianchi miei che i suoi diritti a tutelar si volse. Stia senza me chi l'armi ognor non resse, e mi pianga chi m'ebbe e mi neglesse". I pavimenti si elevano gradualmente procedendo verso il fondo, nell'avvicinarsi al celebrante. La rozza muratura in pietra è tipicamente medioevale; l'unica concessione alla decorazione è l'alternanza di fasce bianche e nere riproposte anche sul soffitto, la cui pianta quadrata ben si presta alla decorazione. Nella chiave di volta compare san Giorgio. La chiesa vera e propria ha pianta rettangolare ed è divisa in due parti da un grande arco dal quale partono volte a crociera.
Il secondo piano del castello è stato restaurato rifacendo la copertura come era stata costruita originariamente con falde in legno. Da qui, attraverso due uscite, si giunge sulla terrazza lastricata con pietre di arenaria, da cui si può godere uno splendido panorama.

Curiosità

Il Castello di Lerici si affaccia sul Golfo dei Poeti, che prende il nome grazie al soggiorno di alcuni tra i più grandi letterati romantici. Mary Shelley soggiornò varie volte nella baia di Lerici della quale scrisse: "l'azzurra distesa delle acque, la baia quasi chiusa dalla terra, il vicino castello di Lerici, che chiudeva a levante, e Portovenere distante a ponente; le varie forme delle precipiti rocce che circondano la spiaggia...'".

Appena entrati nel castello, sulla destra, si notano delle grandi pietre arrotondate. Si tratta di antichi proiettili da catapulta che nessuno è mai riuscito a rimuovere.
Durante gli ultimi lavori di restauro sono state trovate tracce di proiettili conficcati nelle mura ed i fori che hanno lasciato gli spari delle armi da fuoco sono ancora visibili.
Nel portale di accesso al castello è incastonata una ammonite fossile.
La lunga e ripida scalinata che porta da Calata Mazzini al Castello conta 168 gradini.

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Maggio e giugno:
aperto sabato e domenica
10.00-12.00, 15.00-18.00.

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