Guglielmo Alberti e la musica, tra Bach e Kirkpatrick

Il 19 ottobre si inaugura una serie di tre concerti, curati da Alessandro Commellato, che rivelano una dimensione poco conosciuta di Guglielmo Alberti: il suo intenso rapporto con la musica. Personaggio anticonformista e multiforme, critico letterario, infatti, fu anche grande appassionato di musica.

Una nuova iniziativa del Centro Studi Generazioni e Luoghi su Alberti per dare continuità alla valorizzazione del patrimonio archivistico e della figura di questo intellettuale cosmopolita: a lui è dedicato un sito (guglielmoalberti.it), a lui è stata dedicata la mostra fotografica “Viaggio nel Magreb” esposta durante l’estate nel Salone del Galliari.
Dice Francesco Alberti La Marmora: “Questo ciclo di serate su mio padre è di grande importanza perché non solo comunica la sua passione per la musica, ma è anche l’occasione di condividere con la città il patrimonio archivistico che conserviamo, composto dai vasti epistolari che Guglielmo mantenne nel corso della sua vita “.

Tra il 1933 e il 1954 Guglielmo Alberti ebbe una corrispondenza con Ralph Kirkpatrick, oggi il Centro Studi Generazioni e Luoghi conserva le 34 lettere, 13 cartoline e 2 telegrammi che Kirkpatrick scrisse ad Alberti.
A partire da questo materiale inedito, l’appuntamento a Palazzo La Marmora di giovedì 19 ottobre alle ore 21, apre il ciclo dei tre incontri.

Ralph Kirkpatrick (Leominster-Stati Uniti, 10 giugno 1911 – Guilford-Stati Uniti, 13
aprile 1984) è unanimemente considerato uno dei più importanti musicologi e interpreti del ‘900, autore di una riscoperta piena della musica barocca e supremo artefice del ritorno all’autenticità dei testi clavicembalistici.

“Johann Sebastian Bach, la musica e il cielo stellato” è il titolo della serata in cui si potranno ascoltare, nell’esecuzione al pianoforte del maestro Commellato, Preludi e fughe dal clavicembalo ben temperato, Partite e Suites. Insieme agli ascolti verranno proposte letture di documenti inediti e commenti intorno all'indagine bachiana di Ralph Kirkpatrick, interprete e musicologo.

Dalla corrispondenza di Kirkpatrick ad Alberti è possibile cogliere numerosi spunti che vanno al di là della temperie culturale dell’epoca, in cui il futuro grande studioso di Bach e Scarlatti muoveva i primi, ma già solidissimi, passi di quella che sarebbe diventata una carriera ai massimi livelli, e che rappresentano un rapporto profondo di stima e amicizia tra lui ed Alberti.

Il programma “Guglielmo Alberti e la musica”, realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, si compone di tre momenti a partire dal 19 ottobre a Palazzo La Marmora, per proseguire il 9 novembre e concludersi l’11 gennaio.


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ALESSANDRO COMMELLATO - Pianoforte
Ha studiato a Milano con Carlo Vidusso e Franco Gei e si è perfezionato con Pier Narciso Masi, Evge-ny Malinin, Sergio Fiorentino.
È vincitore di concorsi nazionali e internazionali fra cui Premio Rendano, Città di Stresa, Cidad de Oporto, Schubert di Dortmund. Si è esibito come solista con l'Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, del Teatro la Fenice di Venezia, Filarmonica di Praga, Filarmonica Accademica di San Pietroburgo, Filarmonica di Omsk, Filarmonica di Odessa, Orchestra Nazionale Moldava, Orchestra della Radio di Zagabria, Filarmonica di Bacau, Premiere Orchestra di Krasnodar, “Solamente Naturali” di Bratislava, Orchestra Verdi di Milano, Orchestra Sinfonica Toscanini di Parma. Con Divertimento Ensemble e Virtuosi Virtuali ha eseguito opere contemporanee di Nono, Kagel, De Pablo, Bussotti, Donatoni, Guarnieri, a Salisburgo (Mozarteum), Madrid (Auditorium Nacional), Milano (Musica
nel nostro Tempo), Como( Autunno Musicale), Biennale di Venezia. Ha effettuato tournees in Usa, Russia, Giappone e Australia.
E’ stato invitato dal Teatro alla Scala per la creazione di “Cherì” (F. Poulenc- R.Petit), “Autour de Chopin” (replicato a Varsavia al Teatro Nazionale Wielky), "Coro di Morti" di Petrassi. Al Teatro La Fenice di Venezia è stato solista in Medea di Adriano Guarnieri. Come camerista ha suonato a fianco di Hans Deinzer, Siegfrid Palm, Sergio Azzolini, Franco Maggio Ormezowski, Atalanta Fugiens, "Le Musiche" Quartett di Berlino e molti altri.
Si dedica da diversi anni all'interpretazione su strumenti storici (fortepiano e pianoforte romantico) partecipando a numerosi Festivals: Bremen, Lausanne, Lugano, Verbier, Innsbruck, Aix en Provence, Mulhouse, Bratislava, Lockenhaus, Urbino, Aosta, Varallo Sesia. Recentemente ha curato la messa in scena, all'Auditorium di Milano, dell'opera Orlando Paladino di Haydn e, per la GOG di Genova, dello spettacolo “Mephisto Walzer”, con musiche di Franz Liszt,
attore e teatro d'ombre. Ha inciso per ARK, Ricordi, Amadeus (Pèchés de Veillesse di Rossini), Brilliant (Concerti per pf e orchestra di J.N.Hummel).
Ha registrato per Rai 3: “Kennst du das Land”, “Alma Brasileira” (musiche di H. Villa Lobos), "Mozart e Rossini".
Tiene masterclass a Bobbio e Piedicavallo e ha collaborato con S. Accardo, B. Giuranna e R. Filippini all'Accademia Stauffer di Cremona.

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Guglielmo Alberti – http://www.guglielmoalberti.it/it/
Guglielmo Alberti (Torino 1900 – Firenze 1964) fu un intellettuale cosmopolita dalle molteplici aperture culturali che mantenne per tutta la sua vita un alto profilo intellettuale e morale, sia come antifascista sia ricercando la sua via per una religiosità non convenzionale. Se la letteratura fu il fulcro della sua vocazione, il suo approccio eclettico lo vide presente in campi diversi della cultura del ‘900,
in confronto diretto con i protagonisti della vita culturale e politica del suo tempo: cinema, storia dell’arte, musica, pensiero politico.
Figlio primogenito di Mario Mori Ubaldini degli Alberti e di Enrichetta Ferrero della Marmora, scelse di utilizzare il nome Guglielmo Alberti, omettendo i riferimenti alle origini dei genitori, discendenti l'uno dall'umanista Leon Battista Alberti e l'altra dalla famiglia protagonista del Risorgimento italiano.
L'educazione privata ricevuta fino all'età di dieci anni gli permise di imparare correntemente l'inglese, il francese, il tedesco; proseguì gli studi nella scuola pubblica e nel 1918 si arruolò volontario e allievo della Scuola di Cavalleria, ma in seguito alla morte del padre lasciò la scuola iscrivendosi nel 1919 alla Facoltà di Giurisprudenza a Torino, lasciata nel 1923 per avvicinarsi alla letteratura.
Cruciali per la sua formazione intellettuale e politica furono l’amicizia con Alessandro Passerin d'Entrèves, destinata a durare tutta la vita, e grazie a questi l’incontro con Piero Gobetti nel 1922.
In questo ambiente conobbe Sergio Solmi, Natalino Sapegno, Eugenio Montale, Pietro Pancrazi, Emilio Cecchi, Max Ascoli e Umberto Morra di Lavriano, il quale divenne per lui un costante punto di riferimento.
Fu grazie all'influenza di Gobetti che Alberti si dedicò alla scrittura: dal 1924 al 1927 scrisse numerosi saggi di critica letteraria e cinematografica, con lo pseudonimo di Oreste sulla rivista gobettiana "Il Baretti". Dopo la morte di Gobetti si adoperò per dare continuità alla rivista, pubblicando nelle Edizioni del Baretti il suo romanzo Oreste. Cronache di moralità provvisoria a cura di Pilade, che ricevette l'apprezzamento, tra gli altri, di Sibilla Aleramo e Umberto Saba.
Intorno alla metà degli anni 1920 Alberti frequenta assiduamente sia lo storico dell'arte Bernard Berenson e la sua Villa I Tatti presso Firenze, luogo di ritrovo di collezionisti e appassionati d'arte, sia l'ambiente di intellettuali antifascisti che gravitava intorno alle dimore di Lucangelo Bracci Testasecca e sua moglie Margherita Papafava dei Carraresi presso Montepulciano e Roma, e alla casa di Umberto Morra a Cortona.
L'interesse per il cinema lo portò a Roma, dove nel 1932 fu aiuto direttore alla Cines da Emilio Cecchi. Stretti furono i rapporti, anche di vera e propria amicizia, con alcuni esponenti del cinema italiano: Renato Castellani, Mario Camerini, Mario Soldati, Libero Solaroli, Emilio Cecchi stesso.
Nel 1934 Alberti fece un lungo viaggio in Maghreb, mentre nel 1938 fu la volta degli Stati Uniti e del Brasile.
Dal 14 settembre 1943 a luglio del 1945 Alberti si rifugiò a Friburgo, in Svizzera. Qui fu determinante la guida del grande intellettuale Jean de Menasce (divenuto Padre Pierre dell’ordine domenicano) e l’incontro con Marilina Cavazza mossa dagli stessi ideali (che diverrà sua moglie nel 1945). Iniziò a
coltivare la tensione religiosa all’interno di un gruppo di comune ispirazione di cui facevano parte George Cattaui, Ettore Passerin d'Entrèves, Gianfranco Contini, Ramon Sugranyez, Adriano Olivetti.
Come altri rifugiati italiani alloggiava all'Hotel Suisse, che divenne una sorta di circolo di intellettuali. Alberti fu attivo conferenziere e partecipò alla vita dell'Università, tenedo lezioni su Alessandro Manzoni.
Al termine della guerra si stabilì a Firenze con la moglie, dalla quale ebbe tre figli, Giulia Benedetta, Natalia e Francesco,.
L'ultimo periodo della vita di Alberti fu segnato oltre che dall'attività letteraria, dalla ricerca religiosa con l’adesione al movimento dei cattolici del dissenso e, con Marilina, alla famiglia spirituale di Charles de Foucauld.
I nuovi studi di questo periodo, rispetto ai precedenti, recavano una forte impronta morale e nascevano dall’esigenza di conoscere l’uomo celato dietro l’opera letteraria: il risultato più importante fu la sua monografia sul Manzoni, pubblicata nel 1964 da Garzanti con il titolo Alessandro Manzoni. Introduzione
allo studio della sua vita e delle sue opere, pochi giorni prima della sua morte.
Frequenti furono i soggiorni a Palazzo La Marmora, la storica residenza della famiglia a Biella, dove attualmente il Centro Studi Generazioni e Luoghi custodisce il suo archivio personale. Alberti in questi anni si dedicò con assiduità all'educazione dei figli e all'attività letteraria, approfondendo l'impegno
cattolico. Il 18 maggio 1964 morì improvvisamente a Firenze.

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