Prospettive dal cielo

«Non è la prima volta - dichiara Alessandro Abrate, curatore dell'iniziativa Ellisse 2016 all'interno della quale si colloca la mostra - che Beni Altmuller presenta i suoi dipinti in luoghi storici di singolare carattere: infatti chiese, antichi palazzi, castelli hanno ospitato i suoi lavori, sempre giocando con rimandi, interazioni, accostamenti in cui l'equilibrio si avverte a senso, circola, si allontana e ritorna, e lo puoi cogliere nella leggerezza impalpabile dell'aria che ti avvolge.»

 

Non è un caso dunque che nella residenza signorile che fu dei Morozzo della Rocca, Beni Altmueller abbia scelto per le sue opere non solo spazi espositivi neutri, ma anche alcune delle stanze più ricche e suggestive del Castello, quali il Salone degli Onori e la Sala da pranzo.

 

Qui hanno trovato collocazione alcuni degli ultimi lavori dell'artista, dove il suo sguardo si alza e, come a volo d'uccello, plana su colline e paesi, su tetti, torri, campi coltivati, boschi e vigne, per certi versi ispirandosi alle Langhe, come nelle opere "Serralunga", "Monforte d'Albra" e "Barolo", per altri quasi ad evocare quei paesaggi infiniti che ognuno di noi ha dentro, in fondo agli occhi, nel palpito del cuore, nella memoria e nell'immaginazione.

 

«Solo all'apparenza ludici - continua Alessandro Abrate - questi dipinti di Almuller, queste prospettive celesti, sollecitano i sensi e di conseguenza i pensieri: spazi sempre mutevoli, drammaticamente instabili, suggeriscono frammenti infinitesimali della vita e del mondo e vanno decifrati attraverso la sensibilità di ogni singolo individuo. Sono messaggi che galleggiano nell'etere, visioni, bolle di sapone, lampadine che si accendono, non ha importanza. Importa che dopo averli visti ritornano, li rivedi, li ripensi: ed è questa memoria impressa che conta, un "segno" depositato nei labirintici archivi del pensiero che prima o poi riaffiora.»

 

Cresciuto con i nonni nella bottega di un cooperage, e laureatosi in arte e architettura presso l'Università di Linz, dal 1978 al 1995 Beni Altmueller lavora con Gerhard Bogner occupandosi di interior design, design di gioielli, comunicazione e architettura. Dal 1990, l'artista austriaco, che ha trascorso alcuni danni della sua vita anche nelle Langhe, si dedica principalmente alla scultura e alla pittura e la sua arte è oggi riconosciuta a livello internazionale.

 

"Possiamo guardare il mondo dall'alto e forse spostare l'orizzonte un po' in lontananza o in spazi differenti... così noi possiamo dipingere prospettive celesti (Beni Altmueller).

 

Tutte le domeniche fino al 31 luglio, dalle 14,30 alle 18,30. Ingresso gratuito.

 

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