Fotografia contemporanea e musica classica in una grande giornata a Palazzo La Marmora

Tutto in un giorno. Il calendario di FestivaLungo a Palazzo La Marmora offre a luglio un concentrato di spunti artistici da vivere tra le sue sale, tutto nella giornata di giovedì 21.

 

Ore 18.00 - Sala della Colonne - Incontro con il fotografo Marco Introini

"Tra processi evolutivi urbani e gesto conservativo del restauro: la fotografia al servizio della memoria collettiva"

 

Ore 21.15 - Salone del Camino - XXVI edizione del Piedicavallo Festival.

Concerto per pianoforte e violoncello di Ulrike Hofmann (violoncello) e Alessandro Commellato (pianoforte)

 

La mostra "Ritratti di monumenti" è visibile ad accesso libero nella Sala delle Colonne

domenica 10 e 17 luglio - dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00

o previo appuntamento anche su settimana (contattando il numero 331.6797411 o scrivendo a info@generazionieluoghi.it)

 

 

Si comincia alle ore 18 con la presenza a Biella di Marco Introini, fotografo e autore delle immagini ospitate all'interno della Sala delle Colonne nella mostra "Ritratti di monumenti". Tra le immagini sono presenti due scatti che raffigurano la facciata restaurata di Palazzo La Marmora; la mostra è stata, infatti, inaugurata proprio in occasione della giornata del 18 giugno, dedicata alla rinnovata facciata.

Per degnamente concludere questa esposizione, l'autore è stato invitato per un incontro pubblico a Biella.

 

Le fotografie di Marco Introini nascono dal suo interesse per l'architettura e per il monumento inteso come documento e stratificazione materiale della memoria collettiva e sono il frutto della collaborazione con la storica impresa di restauro Gasparoli che si è occupata anche della facciata di Palazzo La Marmora.

Oggetto dell'indagine sono alcuni importanti edifici storici, che sono stati recentemente oggetto di restauro a cura di Gasparoli Srl, come la Ca' Granda, la Galleria Vittorio Emanuele, la Casa Manzoni, Sant'Ambrogio, San Lorenzo, a Milano, la Villa Reale di Monza, e ancora l'oratorio Visconteo di Albizzate (VA).

Fotografare i processi evolutivi urbani è una pratica che ha sempre accompagnato l'attività di Marco Introini e costituisce strumento originale per una riflessione sull'architettura e sulla città.

La volontà di documentare il gesto conservativo e artistico del restauro diventa occasione per creare opere d'arte capaci di raccontare la storia -e la cura del patrimonio - con immagini di grande intensità artistica.

La cifra più caratteristica delle fotografie di Marco Introini sta nella luce nitida che avvolge le architetture ritratte e porta alla celebrazione della cultura materiale. Questo atteggiamento conduce a porsi una questione di fondo: se da un lato, è inevitabile rendere merito all'eccellenza italiana, dall'altro, ci si deve chiedere come si possa vivere i luoghi storici senza perdersi nella loro aura poetica.

Se l'architettura nasce per essere vissuta e la fotografia per immortalare un momento irripetibile, nelle opere di Introini, i due atteggiamenti si invertono; in questo caso, sono le immagini a raccontare la possibilità di vivere uno spazio che sembra perfetto.

I lavori urbani che ritraggono monumenti ed edifici restaurati ci invitano a guardare le immagini perfette di una costruzione mentale tipicamente europea. Il restauro dei monumenti, la conservazione degli edifici storici, persino la tutela di intere parti di città e di territorio sono infatti pratiche comuni per luoghi carichi di storia e di narrazioni collettive.

 

 

 

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